lunedì 26 dicembre 2011

Vivo o morto o X


Ed eccoci qui. Vivi alla fine del 2011. Compendiando. Soprattutto con il vero post numero 200 (duecento). Uno zelante visitatore mi ha fatto notare cortesemente che il precedente era il 199esimo. Vabbè. Chiedo scusa ufficialmente. Ma torniamo a noi.
In questo periodo di illuminata illuminazione dovuto principalmente al freddo polare che mi assale come un orso mentre sfreccio in bici evitando i passanti che soggiornano nella ciclabile come se fosse un marciapiede pedonabile (ok ok la smetto) ho deciso di compendiare l'anno che volge al termine, come la sesta serie di Dexter.
Natale. Finalmente comincia ad acquisire un significato altro per me, ex freddo cinico bastardo consumista. Meno male che ci sono i figli a portare un po' di conoscenza in questo mondo principalmente corrotto e corruttibile ma con un sottofondo di gioia e bellezza indicibile, che per vederlo, lo strato, bisogna scavare non poco...
Quindi una ritrovata attenzione a ciò che mi circonda, vedendo sia il marcio che il buono che contraddistinguono tutto il mondo (Yin e Yang eccetera eccetera) e cercando di trovare un equilibro in tutto ciò, gettando il superfluo e tenendo il buono, anche di chi mi sta sul cazzo, che non è poco.
Un fine 2011 alla ricerca si può dire, ricerca più profonda, meno alla carlona, come direbbe la mia prof del liceo. Un fine anno che dissotterra e porta alla luce cose belle e cose brutte, vecchie e nuove, trite e ritrite (queste non sono opposti in realtà ma sticazzi).
Tanta musica nuova e poco orecchiabile ai più, una dissertazione su mucche grandi e piccole e su bmw e honda, non chè su cavalli con le gambe aperte e papere che si lavano i denti. Chiamiamola autodeterminazione via.
Lista di cose importanti spuntata e ridimensionamento degli hobby. Tentando di vendere la moto ma o è il periodo o non c'è mercato perchè mi hanno chiamato solo in due e proponevano baratti...mah, la crisi?
Macchina nuova. Bella bella. Tanti debiti ma per fortuna i soldi non sono ancora diventati un problema visto che sono ancora pochi...
Quindi un 2011 fondamentalmente positivo. Veniamo ai risultati:

2011.
- diemmeci smetterà di gareggiare per il puro e semplice gusto di gareggiare. Cercherà di portare a termire le gare iniziate vivendole come crescita e non come competizione.
Si, questo obiettivo lo considero raggiunto, o perlomeno a un livello ordinario di coscienza.

- smettere di fumare
Se smettere vuol dire fumare solo nelle occasioni speciali (feste e uscite serali) allora ho centrato anche questo

- andare a picchiare un po' di persone (agonisticamente parlando)
...ci sono riuscito solo per un paio di mesi...

- conseguentemente al punto precedente perdere qualche chilo
...eh sticazzi...

- fare un po' più di ferie (proposito indotto)
Due settimane filate al mare sono state un toccasana!

- giocare meno a poker (indotto) e vincere di più
Firmato un contratto per giocare meno e attualmente in positivo! VAMOS!

- fare qualche lavoretto extra (meglio se retribuito)
Qualcosa si muove!

- smettere di cambiare casa
Smesso!

- conseguentemente appendere i quadri alle pareti di questa
...da fare...

- fare un bel giro in moto (un weekend)
...qui caduto miseramente (in tutti i sensi)

- leggere molti libri e leggere meno feisbuc, conseguentemente scrivere di più sul blog
Libri fino alla metà dell'anno, feisbuc insomma, blog meglio

2012
Amare alla follia mia figlia
Andare ai concerti di Soundgarden e dei Porcupine Tree
Mettere in ordine le cose del passato
Vendere la moto
Leggere leggere leggere
Vincere un bel torneone di poker
Portare la mia FAMIGLIA in vacanza
Telefonare di più
Aspettare di meno
Non arrabbiarsi per gli altri
Andare a letto più presto

Postilla al post di fine anno: rileggendo quello che scrivevo sul Natale solo qualche anno fa (l'ho fatto perchè in giro ci sono molti post natalizi alla merry fucking xmas) mi rendo conto che per me é cambiato parecchio. La cosa che posso dire, a tutti quelli che come il me di un tempo pensano che il Natale sia solo la parte brutta (festoni, parenti che non vuoi vedere, convenzioni a cui sottostare), è che, come del resto in tutto quello che facciamo, c'è anche la parte bella. In ogni cosa, qualsiasi cosa, facciamo c'è all'interno, nascosto e spesso invisibile, c'è il tutto. Il bene e il male, il bello e il brutto, la gioia e il dolore, la falicità e la tristezza, la vita e la morte. Riuscire a vedere il si e il no in tutto quello che ci circonda sarebbe un altro bel desiderio per il 2012, per vedere la realtà con più oggettività, senza farsi trascinare dagli eventi ma vedendoli e governandoli. Buon Natale passato presente e futuro e buon anno!

200 di questi post! E anche qualcuno in più!

Vi siete chiesti del titolo? Bravi! Continuate a farlo

mercoledì 14 dicembre 2011

200 e non sentirli

Eccoci. Ci siamo arrivati finalmente! 200 post per questo piccolo blogghino privato. Ultimamente valvola di sfogo. Ormai lontani i tempi in cui insultavo gratuitamente il Natale e il giorno del mio compleanno. Giunto a una maturità inaspettata in questo periodo sto facendo i conti con il mio passato e inevitabilmente anche con il presente. Devo dire che la conoscenza del passato e delle sue dinamiche aiuta non poco a focalizzare sul presente e a fare un po' di ordine in questo bellissimo casino che è la vita. Questo confusionario disallineamento è di difficile gestione ma aiuta a vedere cosa c'è in tavola per poi riordinare il tutto in maniera più coerente e utile. Un po' come un piccolo tsunami interno, da fuori sembra tutto uguale, tranne la barba bianca e che continuano a confondere nome con cognome, ma dentro qualcosa si muove e ribolle. Periodo molto importante questo, dove, nonostante gli alti e bassi, va molto bene e le cose importanti sono chiaramente definite nella mia testa. 
Tra un po' poi rivoluzioneremo anche la vita esterna con l'arrivo della piccola Dinda che pareggerà i conti maschi/femmine in famiglia. Famiglia. Ecco la parola che ben riassume quello che ci stiamo accingendo a essere e diventare. Una famiglia. Poi basta, credo...


p.s. devo togliere la possibilità di "reagire" ai post del blog...da quando ho messo quelle caselline (tipo gli "ilike" di feisbuc) i commenti, già abbastanza scarni, sono scemati ulteriormente....commentate gente commentate!!!

disappointment

Era da un po' che avevo in mente questo post. Il leit motiv è sempre un po' lo stesso, quello delle aspettative...in un certo qual modo...
Qui però abbiamo una variante, cioè il vero interesse delle cose.
È indubbio che una cosa nuova all'inizio sia trainata sia dal sentimento che la permea sia dal fatto che, banalmente, sia nuova e l'entusiasmo la faccia da padrone perlomeno all'inizio.
E poi?
Qui c'è il nodo. È un po' quello che dico quando un amico mi chiede se insistere o meno con una ragazza (o mi chiedeva visto che adesso son quasi tutti ammogliati, fidanzati o figliati).
Visto che non si risponde mai con un'affermazione, soprattutto quando non si conosce la risposta, quello che dico è: ma a lei ci tieni? Se la risposta è si allora vai, investi tutto te stesso e se non va almeno ci avrai provato. Se invece la risposta è no hai risparmiato del tempo prezioso per cercare l'amore altrove.
Ecco. Quando subentra la routine tutto sta in questo: voglio davvero stare in questo posto? Mi trovo bene con questi colleghi/amici/parenti? Si? Allora spacca! No? Meglio che qualcosa cambi allora...
Ammetto che rendersi conto di questo può avvenire in molti modi, da quello brutale, veloce e molto sofferto a quello indolore ma lentissimo.
Nel secondo caso poi è difficile uscirne, soprattutto per questioni di lavoro/affetto che spesso sono molto più intricate di un logico e razionalissimo "non sto bene vado via".
Certo, tutto si può fare, come mi era successo per un vecchio lavoro, e andare in 4e4=8 fuori dai maroni senza un lavoro di supporto ma volete mettere?
Stare in un posto dove non ti senti a tuo agio e perdere mesi della propria vita? Ma scherziamo? Via. Subito.
Ma per un lavoro è anche più facile, a mio avviso. Quando si tratta di persone è molto difficile soprattutto perchè non tutti sono critici nei propri confronti e alcuni difficilmente mettono in dubbio modalità e comportamenti che attuano, soprattutto se sono comportamenti meccanici e inconsci.
Vai a spiegare tu che dicendo questa o quell'altra cosa ferisce questa o quest'altra persona a uno che non se ne rende nemmeno conto!
Quindi altro nodo. Te lo dico e mi mandi a cagare perchè non capisci? O non te lo dico e vado via? Oppure non te lo dico e rimango ma non sono a mio agio? Chiaro che ci sarebbe la quarta, corretta, soluzione: sto e con calma te lo faccio capire senza star male, ma come sempre tutto questo è molto difficile.
Soprattutto quando si vanno a toccare meccanismi dentro di noi che sono in atto da 30 e passa anni. Agire diversamente è sempre problematico nei confronti di quello che è il nostro essere.
Nella soluzione corretta c'è anche l'accettazione di quello che sono gli altri e prenderli per quello che sono, senza tentare di far capire o spiegare o chissà che, nella buona e nella cattiva sorte, un po' come il matrimonio.
Ma qui ritorna il nodo. Non posso dilapidare tempo ed energie per capire il mondo, che già ne ho del mio, quindi per forza di cose (l'energia disponibile è quella che è) faccio selezione.
Poi se anche la pratica me lo fa capire...se sono sempre io a cercare una persona che poi quando ci sto assieme non mi mette a mio agio chi me lo fa fare di continuare? E se sono sempre io che insisto per ritrovarci e stare assieme e mi sbatto chi me lo fa fare? Dopo un po' mollo la presa e sposto il tiro non necessariamente agli antipodi ma semplicemente verso una direzione dove le cose scorrono facilmente senza difficoltà.
È anche un discorso logico, visto dal punto di vista dell'altro: non ho molto di cui parlare con te quindi ti chiamo solo se ho bisogno o se mi sento in colpa perchè è passato troppo tempo o solo perchè oggi si e per due settimane no. Quindi perchè dovrei forzare le cose io e tentare di cavare il sangue dalle rape (ah, i saggi)? Probabilmente era un percorso obbligato e in questo non c'è nulla di male. Esserne consapevoli è già metà dell'opera e sicuramente aiutare ad accettare i pregi e i difetti miei e del mondo. Forse la cosa che più mi infastidisce, altrimenti non credo mi starei sfogando nel mio blog, è un po' la non capacità generale (capita spesso anche a me) di vedere il mondo con gli occhi degli altri. Del dare per scontato. Dell'aspettarsi che gli altri si comportino come faresti tu. Del parlare parlare e poi non fare, del parlar bene e razzolare male, dell'ipocrisia che si accentua sotto natale, di tante altre piccole cose che fanno la differenza.
Esempione: amico 1, puoi non vederti per mesi e poi è come aver lasciato il discorso la sera prima. Altro amico, puoi vederti anche tutte le sere ma c'è sempre un nonsoche di non detto, che aleggia, che non vi fa sentire bene...Vi è mai capitato?

lunedì 12 dicembre 2011

Dedicato a colui che nello stress è come me


Ci sono momenti in cui hai un casino di cose da fare ma non riesci a cominciarne nemmeno una...vi è mai capitato?
Quindi non faccio un kaiser e scrivo. Scrivo perchè ci sono alcuni momenti in cui vorresti un rastrello per portare al tuo livello (minore o maggiore non ha importanza) tutti i guidatori del mondo. vorresti con una paletta spazzare via chi guida diversamente. Con un pennino resettare le modalità differenti di guida. E fare in modo che TUTTI si comportino allo stesso modo. identico. Sincronizzato. Come te. uguale uguale.
Analizziamoli:
CASO A - sei in macchina
1. fermo al semaforo imprechi per il distrattone di turno che ti ha fatto perdere il verde e sei fermo al rosso, il secondo, in 2 minuti, oppure sei passato infrangendo mille codici e ti bulli dietro gli insulti di tua moglie. la mattina bere tanto caffè.
2. ci sono due corsie, una rotonda da due corsie ed esci in due corsie, ma tutti stanno su quella di destra insultando chi, senza infrangere nessuna regola, viaggia su quella di sinistra. il codice della strada è in evoluzione e tu no. Conosci Darwin?
3. nel caso precedente il mona che ti sbuca fuori, soprattutto se sei in moto, senza guardare, c'è sempre. Quando si perde la pazienza accertarsi di perderla quando non passa nessuno.
4. due corsie che diventano una c'è sempre il mona che, per principio, non ti vuole far passare, imbottigliando di fatto il traffico. Tanto dobbiamo passare tutti, hai proprio il pisello così piccolo?
5a. immissione in tangenziale: caso 1 - io sono in tangenziale, se ho spazio alla mia sinistra, te lo giuro, mi sposto e ti faccio passare, ci mancherebbe. ma se ho un caccia bombardiere che viaggia a mach 3 e un camion davanti perchè mi tagli la strada? Fermati no? Il mondo è una costellazione di variabili. Considerale a volte.
5b. caso 2 io devo immettermi. Ma se sono le 4 di notte e non c'è nessuno né davanti né dietro e soprattutto nemmeno a sinistra perchè ca**o mi devi far fermare? Io sono una variabile. Le questioni di principio a cosa servono?
6. autostrada. è inutile che sfanali. sto facendo i 130km/h (c'è il tutor e non posso far di più) in più a sinistra ho il guard rail e davanti a me c'è un altro guidatore che ha me dietro e un camion sulla destra. Dove ca**o vuoi che vada? Aspetta no? Guarda più in là del tuo grande naso peloso.
6b autostrada. il fatto di mettere la freccia (due nanosecondi prima di cambiare corsia) non ti da il diritto di sorpassare il camion che hai davanti, magari ci sono anche delle altre macchine che sopraggiungono...osserva il mondo che ti circonda con armonia
6c autostrada. corsie di accelerazione. corsie. di. accelerazione. accelerazione. accelerare. non fermarsi. non. fermarsi. cazzo. no! usa una forza costante sul pedale vedrai che le cose miglioreranno
7. Se metto la freccia molto probabilmente devo svoltare o parcheggiare. Fattene una ragione.
8. Se freno spesso c'è un motivo. Magari uno stop o un pedone che ha la precedenza. Rispettiamo le distanze per piacere.
9. Sei pedone e hai la precedenza ma se mi fai anche una corsetta e mi attraversi in metà tempo sono più contento (nd a. de m.)
10. Piove e ti spaventano le luci riflesse? Hai paura dei camion in autostrada perchè ti sembra ti cadano addosso? Stai a casa. Lì sei protetto e nessuno ti farà del male.
11. Se non sai parcheggiare cerca dei posti facili ed evita di occuparne 3...c'è gente che ha solo una macchina per famiglia ed è senza garage, quindi il posto fuori serve! Le linee bianche o blu le disegnano per una ragione. Prova a pensare quale potrebbe essere.
12. Non ascoltare ligabue. Irrita il tuo vicino. Tanto.
CASO B - sono in bici
Mi sono già dilungato su questo, essendo principalmente ciclista. Sottolineo alcune cose:
1. se ci sono le strisce per i ciclisti potrei sfrecciarti davanti e avresti torto. Quindi rallenta dove sai che c'è un gran passaggio di pedoni-ciclisti, grazie. In questo modo tornerò a casa dalla mia famiglia senza dover sfuggire alle autorità per omicidio.
2. quando esci dal parcheggio e prima della strada c'è un marciapiede ricorda che sul marciapiede marciano i piedi dei pedoni, potresti salvare qualche gamba.

Vabbè, sfogato.

martedì 6 dicembre 2011

Intolleranza


E si che credevo di aver superato la cosa...d'inverno, è noto, le bici in giro sono di meno. Le macchine sempre le stesse e i pedoni un po' di più, per non parlare dei pedoni in vacanza...
Io giro in bici sempre alla stessa andatura, veloce, e sto dove c'è la ciclabile. Adesso poi c'è lungo tutta la strada sia per andare al lavoro che per andare a prendere ilpiccoletto.
Ma veniamo ai pedoni idioti.
Io non chiedo che la gente guardi tutto il mondo che lo circonda ma almeno un minimo...non puoi:
- camminare a zig zag
- tenere la testa bassa
- fermarti all'improvviso per andare a vedere la vetrina di un negozio
- stare fermo sulla ciclabile sorseggiando cianuro
- vedere un amico dall'altra parte della strada e attraversare la ciclabile all'improvviso
- lamentarti della velocità dei ciclisti se ti trovi sulla ciclabile
- lamentarti di non saper dove andare se hai una bici dietro e una che arriva da davanti
- lamentarti di avere un faro in faccia se sei sulla ciclabile
- lamentarti
- non
- puoi
- lamentarti
- cazzo
- perchè
- la
- prossima
- volta
- ti
- stiro

e meno male che è natale...

mercoledì 23 novembre 2011

Il dado è tratto, e ha fatto 6

Fatta. Dopo svariate chance mancate siamo a un passo dal compimento della compravendita. Il privato ha "visto e piaciuto" il mitico IVO e io ho firmato un impegno di acquisto.
La settimana prossima si consumerà lo scambio definitivo e rimarremo alcuni giorni senza auto, spero non troppi visto il freddo!!!
E anche quest'anno ho fatto la mia pazzia...se non ne faccio una ogni tanto non riesco a soddisfare la mia esigenza di adrenalina...
Dopo i dubbi e le incertezze di acquistare fidandosi solo della parola del mio acquirente (ma adesso c'è anche un bonifico) e i saggi consigli di chi di macchine se ne intende decisamente più di me (io appena l'ho vista parcheggiata l'avrei presa) e lunghe ed estenuanti trattative (si si di.emme., ci mettiamo anche la revisione!!) ci sono riuscito!
I due punti fermi sono rimasti e la settimana prossima mi muoverò col macchinone!
Altra figata: telefonando per il passaggio dell'assicurazione dalla vecchia macchina alla nuova ho scoperto che quell'allestimento lì è valutato un millino in più di quello che l'ho pagato!
Adesso lo rivendo e me ne compro un'altra!

mercoledì 16 novembre 2011

Usato garantito

È una giungla. Non credevo, o perlomeno non ricordavo, ma la compravendita di auto usate è veramente un casino.
Io, come sempre, la facevo facile. Vendo a un privato (massimo profitto) compro da un privato (massimo risparmio), vendo la moto a privato (massimo profitto).
Ergo macchina nuova e spaziosa, differenza di prezzo esigua e quindi mantenimento di uno stile di vita normale senza indebitamenti folli.
Dopo tre o quattro stranieri che mi proponevano di comprare la macchina previo pagamento di una piccola quota per sdoganare non so bene cosa silenzio.
Poi un paio di richieste di permuta, una Focus più scassata della mia grande punto e un bmw 1100 del 2001 per il Gianni altro silenzio.
Nel frattempo io mi sono fatto soffiare dal naso due ottime occasioni di comprare, una a milano e l'altra a vicenza, ma tant'è, non era tempo.
Poi la svolta: chiamata serale e offerta in contanti per la grande punto. Questo gioca ovviamente a favore: contanti subito e potere d'acquisto su un altra macchina privata.
Qui la svolta e il dubbio amletico. Comprare da privato? Sarà da fidarsi? Almeno in concessionaria un anno di garanzia (anche se alcuni affermano essere inesistente) te lo danno.
Dopo una notte seminsonne la mattina successiva il bidone del tipo in contanti e la realizzazione che non avrei avuto alcun tipo di garanzia a comprare da privato.
Spendo decine di migliaia di euro e se tornando si spacca tutto son cazzi miei...
Meglio concessionaria và, qualche soldino in più ma almeno un controllo prima di darti la macchina lo fanno.
Meglio togliere il GPL, troppe complicazioni anche se effettivamente il risparmio c'è. Col diesel infatti non c'è più quel gap con la benzina che ti permetteva di farci un pensierino.
Ma mi dicono che la guida di un diesel sia ineguagliabile. ;)
Cambio automatico, altro casino. Meglio consumare di più ma rimanere sul classico.
Dopo svariate settimane almeno un paio di punti fermi li ho! O forse no?

mercoledì 19 ottobre 2011

Una serie di eventi, NON sfortunati


Ecco. Doveva succedere. Era una decisione che prima o poi andava fatta...ci ho messo 2 anni a farla mia e mia figlia (che nascerà a gennaio) ha dato il LA finale. Vendo Gianni. D'altronde sarebbe rimasto ad ammuffire in garage per chissà quanto tempo. Facendo poi il conto delle ore su strada e quelle parcheggiato la disparità è evidente.
Razionalmente, è inutile che ci giri intorno, la vendita è corretta. Diciamo che dal punto di vista del cuore incontro le maggiori difficoltà...comunque l'annuncio è inserito e adesso vediamo che succede.
Quando i bimbi saranno più grandicelli magari mi compro un altro dueruote!

mercoledì 12 ottobre 2011

Generale Inverno

e venne di nuovo l'inverno. Questa volta mi sono preparato e ho comprato pure i sollevamoto. Ho preso in subaffitto un garage da un amico e mi accingo a separarmi per l'inverno dalla mia due ruote.
Questa, me lo sento, sarà una separazione dolorosa ma, soprattutto, lunga. L'inverno è alle porte e a fine gennaio un altro evento rivoluzionerà la mia vita. Dinda.
Ergo il mitico Gianni, compagno di non molte avventure, cederà il passo a una signorina, consegnando sua sponte la batteria, onde evitare ulteriori scaricamenti e l'assicurazione, per evitare di pagare come successe anni addietro l'assicurazione anche durante la sosta invernale.
Buon riposo Gianni, alla prossima primavera/estate. Verrò a trovarti qualche volta.

sabato 8 ottobre 2011

Croce e delizia


I matrimoni in casa (parentale) della moglie sono sempre uno spettacolo per me. Tutti sono un po' in fibrillazione quindi riesco sempre a godermi l'evento da quel luogo ameno e distaccato che è la partecipazione sentita ma solo emozionata, non nervosa.
Lo ammetto, essendo un luogo privilegiato mi ci crogiolo dentro e faccio di tutto per innervosire gli altri, è troppo divertente!!!
Comunque, questo matirmonio lo aspettavo da un pezzo e già da alcuni giorni ci pensavo e gioivo all'idea!
Prima di partire per il comune sono anche riuscito ad accendere il povero Gianni, spento in garage dai suoceri da quasi un mese...povero...ha fatto pure un po' fatica ma poi si è fatto sentire.
Bloccato dalle critiche del parentado mi vedo costretto a indossare la cravatta del padre della sposa...
Arrivati assisto alla cerimonia con il piccoletto in braccio e il vicesindaco è una pigna nel culo. Solo i SI decisi degli sposi tirano su la triste lettura degli articoli del soggetto. Che legge anche con un'enfasi pari a quella che metto nel leggere le scritte in piccolo del rotolo di cartaigienica un pensiero per gli sposi arrivato da non so dove...per fortuna entra in scena un'amica della sposa che con un discorso semplice ma molto sentito riesce a farmi commuovere.
Abbraccio con gli occhi ludici i due protagonisti e provo una forte invidia nei confronti dello sposo, elegnatissimo nell sue gazzelle ai piedi! La sposa sembra nata con quel vestito addosso, una meraviglia!!!
Poi passiamo all'esterno e, mentre gioco con mio figlio, procedo all'incollaggio degli occhiali da sole, che non mi toglierò fino a notte inoltrata, all'inizio per un semplice fastidio agli occhi dovuto alla luce, poi semplicemente perchè tutti mi chiedevano perchè avessi gli occhiali da sole. Potere dell'incertezza. Potere di Mister X.
Il cibo è ottimo e il vino pure, anche se a tarda serata mia moglie combatterà con tutte le sue forse per togliermi il bicchiere dalle mani. Ci provano anche i camerieri ma stoico resisto all'ennesimo attacco e mi ammanetto alla bottiglia. Tutti che mi vogliono togliere il vino! E che diamine! Fino al momento in cui mi alzo, faccio pipì, torno e lo status quo è mutato.
Dannato status quo mutato.
Altro bel momento della giornata il gioco con i fili, tira tata tira, peta, poi? Dai dai. Peta peta.
Non mi dilungo, sappiate che è stato proprio bello!
Poi scarichiamo il piccoletto ai nonni dopo aver passato circa un'ora abbondante a cercare di addormentarlo, dalla passeggiata in passeggino all'addormentamento in macchina, fermi. Fino a raggiungere la disperazione completa mettendolo sul passeggino e diregendomi verso l'ignoto in macchina...
Piccola parentesi: si è addormentato alle 18.30 e si è svegliato alle 7.30 e io ero l'unico sveglio con lui la mattina dopo...santo padre!
Poi i matrimoni sono belli anche per gli scambi di coppia o i tentativi di scambi di coppia...ma questa volta la "spudoraggine" ha raggiunto l'apice. Massimo rispetto, e lo dico sul serio, per un cugino che ci provava con una tipa in presenza del moroso. Non so come sia andata a finire, se in tre a letto, solo lui con lei, il moroso con lei, tutti da soli o in rissa sta di fatto che quei piccoli cameo dell'altro che ci provava con la tipa e il moroso che si indispettiva e l'abbracciava non appena aveva tempo e lei a cui piaceva la situazione e faceva un po' la gatta morta è stato proprio bello!
Poi il concerto, chiaramente non apprezzato dalla moltitudine, degli HATE BOSS. Cercateveli sul tubo, sono proprio bravi. Forse l'acol non aveva giocato a loro favore però bravi.
Poi la sorpresona.
Non ricordo il passato correttamente ma lo sposo suona il basso e aveva un gruppo. Quel gruppo, ormai sparpagliato per le varie location dove la vita ti porta, si era riunito lì, per lui.
Il genere non è quello che ti aspetti a un matrimonio e anche la sposa avvisava la moltitudine di prepararsi all'attacco imminente dei decibel. "proteggete la bambina" "scappate finchè siete in tempo" "siete sicuri di voler ascoltare?" Fantastico anche l'intervento del front man che entra senza conoscere nessuno e si appropria di una bozza di vino. Quando le presentano la sposa le parole sono: "ah ma sei tu? ehehehehe" lei risponde dicendo che ha sposato lui e insieme tutta la sua vita. Ovazione della folla.
Cominciano. Hardcore pesante. Mi piace. Lo sposo gioisce e canta a squarciagola. Bello. Mi vengono anche due lacrimucce da remember dei tempi che furono. Molti degli aastanti cominciano a tapparsi le orecchie e la mamma della sposa, che fino a poco fa ballava qualsiasi cosa, mi fa il segno di smettere mentre io mi compliemnto con lo sposo a pollici alzati!!!
Poi cominciamo ad avviarci verso casa, pieni dell'amore dei due piccioncini, dell'energia dello sposo e dell'accoglienza della sposa. BOA VIAGEM!

giovedì 6 ottobre 2011

Stay un po' come vuoi

Io non ce l'ho l'iPhone, ma è stata un'ottima invenzione. Dell'iPad ancora non ne conosco l'utilizzo e credo non lo saprò mai.
L'iPod ce l'ho dal 2001. Bella cosa.
Di Jobs s'è detto di tutto e di più in queste ore. Io volevo solo sottolineare la forza che ha avuto, e un po' anche il culo. Ma certe cose, se ci credi, un po' te le crei.
Dal licenziamento dall'azienda che aveva creato si è ripreso come un leone. Ha ricominciato dal basso e grazie alle sue idee è tornato alla ribalta.
Ci vuole molta forza, non ci si deve scoraggiare. È dura. Del suo discorso (quello famoso stay hungry stay foolish) mi è piaciuto in particolar modo questo passaggio: "Ricordarsi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della vita. Perché quasi tutte le cose - tutte le aspettative di eternità, tutto l'orgoglio, tutti i timori di essere imbarazzati o di fallire - semplicemente svaniscono di fronte all'idea della morte, lasciando solo quello che c'è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c'è ragione per non seguire il vostro cuore."
È un grande insegnamento, a prescindere da dove proviene. Pensare che oggi potrebbe essere il tuo ultimo giorno sulla terra ti fa vivere diversamente tutto, in un modo molto diverso, più cosciente, più vero.
E con questo pensiero nella mente tutte le cavolate diventano inezie e le cose importanti riesci ad apprezzarle molto di più.

Dì sempre quello che senti e fai quello che pensi. Se sapessi che oggi fosse l'ultima volta che ti vedo andare a dormire, ti abbraccerei fortemente e pregherei il Signore di poter essere il custode della tua anima.
Se sapessi che questa fosse l'ultima volta che ti vedo uscire dalla porta, ti darei un abbraccio, un bacio e ti chiamerei di nuovo per dartene di più. Se sapessi che questa fosse l'ultima volta che sento la tua voce, registrerei ognuna delle tue parole, per poterle sentire una e un'altra volta, infinitamente. Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti che ti vedo direi "ti voglio bene" e non darei per scontato, stupidamente, che tu già lo sappia. •.
Il domani non è assicurato a nessuno, giovane o vecchio.
Oggi può essere l'ultima volta che vedi coloro che ami.
Per questo non aspettare più, fallo oggi, poiché, se domani non arriverà mai, sicuramente rimpiangerai il giorno in cui non prendesti tempo per un sorriso, un abbraccio, un bacio, e in cui fosti troppo occupato per concedere loro un ultimo desiderio.
Tieni vicino a te coloro che ami, sussurra nel loro orecchio quanto hai bisogno di loro, amali e trattali bene, prendi tempo per dire loro "mi dispiace", "perdonami", "per favore", "grazie" e tutte le parole d'amore che conosci.
Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti.
Chiedi al Signore la forza e la sapienza per esprimerli.
Dimostra ai tuoi amici quanto sono importanti per te.

GABRIEL GARCIA MARQUEZ

lunedì 3 ottobre 2011

Qualcosa devo pur dire

Quando l'ho letto stamane su twitter non ci credevo, poi ho visto che la notizia si moltiplicava e sono andato un po' più a fondo. Quello che ho letto lo trovate qui.
Le premesse: a me Vasco non piace da un pezzo ma rispetto, un po' come faccio con i fan di Ligabue, il fatto che a loro piaccia. Ma questa è un'altra storia.
È risaputo che Vasco ultimamente abbia avuto alcuni problemi e il fatto di essere famoso sicuramente non l'ha aiutato...alcune amiche, delle vere fan da tempo immemore, erano andate al concerto, l'ultimo del tour 2011 mi pare, a Milano..per intenderci quello dove hanno aspettato più di un'ora l'ingresso del rocker che poi ha fatto un concerto mediocre e durato pochissimo (e se lo dicono le fan!!!). Poi le dichiarazioni sulla dipartita da rockstar, il ricovero per la costola, le rassegne stampa contro Ligabue, eccetera...possiamo tranquillamente dire che non è stato un gran bel periodo...
Ma non puoi scagliarti contro Nonciclopedia! Che tristezza! Questa mossa, compiuta da lui o dai suoi avvocati non so, sicuramente era gestibile in maniera migliore, magari rimuovendo proprio quelle parti della presa in giro che lui riteneva più gravi. Si chiama compromesso. La guerra non ha portato mai nulla di buono.

Rimango in una posizione moderata e, considerate le leggi in fieri in Italia, non mi espongo personalmente pubblicando quanto era presente nel sito sospeso su Vasco. Sappiate che in giro per il web si trovano, anche abbastanza facilmente. Evviva la democratica rete.

giovedì 22 settembre 2011

stream of consciousness

Era tanto che non mi succedeva, rigirarmi nel letto senza il benché minimo sentore di sonnolenza, e cominciare a pensare a tante cose, dalle più importanti alle michiate più clamorose...
la bimba in arrivo, com'è buona la nutella col panrico e il latte, è proprio urgente cambiare macchina?, per scrivere sbatto le unghie meglio tagliarle azz mi sono dimenticato di tagliarle a Filo, dai che forse si vede la luce alla fine dell'ospedale, merda non ho cominciato quell'ACE, ma avranno firmato quei POS dalla mamma?, e lo compro o no l'alza Gianni per fermarlo quest'inverno?, e boxe inizio o no?, ma l'esercizio riuscirò a ricominciarlo?, il preventivo per la caldaia!, ho preso tutto per domani, ma certa gente non farebbe meglio a stare zitta?, certe cose non dovrei nemmeno vederle, riusciremo a recuperare e tornare sui 300€?, bella la lezione dell'altro giorno proprio vero, ma quella cosa ordinata su ebay è poi arrivata o no?, ok ho la chitarra ma dove trovo il tempo per cominciare a suonarla?, maledizione dobbiamo ancora fare la cena col Marco & family, per non parlare di tutti gli altri sospesi, ma Dinda dormirà?, che saudade del Portogallo vorrei esserci io lì adesso, chissà se riesco a montare la tenda e soprattutto se riesco a smontare questa ma ancora di più se mi fa la stessa sezione del palo così almeno risparmi sui supporti, e il punchingball lo monterò o rimarrà ancora dei mesi sopra l'armadio in camera, niente giro in moto quest'anno chissà se riuscirò a farne uno come si deve l'anno prossimo, prima di morire però a capo nord ci vorrei andare, mi manca ascoltare la musica la mattina, devo cominciare a usare gliocchiali da sole più spesso erano così comodi, mi sento molto Joyce adesso anche s forse uso troppa punteggiatura e vi sto aiutando parecchio nella lettura allora adesso smetto e parlo per associazione e scrivo tutto quello che mi viene in mente jimmy max stasera me lo sono proprio goduto il mio pupattolo anche se 5 libri di topo tip son tantini quando avrò un altro weekend per finire tutte le cosette da fare in casa quasi quasi la tenda la faccio smontare quando vengono per la caldaia devo ricordarmi pure il berretto di Luca domani al ritorno meglio mi faccia un post it che schifo quel programma per metterli sul pc ma windows 7 è meglio di vista ciccio non mi hai detto nulla di fotogrammetria vabbè che i tuoi tempi son biblici però mi sembrava urgente chissà se riusciremo mai a fare la cena con le costinazze ne ho una voglia ma Marco poi avrà finito con le lezioni alle semiescort che presidente del consiglio che abbiamo chissà come andrà a finire quando cadrà spero comunque presto perchè di questo passo non reggiamo molto le normative servono me ne rendo conto sempre di più perchè siamo così diversi su certe cose a volte è così difficile capirsi però ammetto di non metterci molto impegno in questo periodo sto meglio da solo libri ne ho cominciati 5 ma finiti solo 3 devono proprio prendermi da subito una bella birra fresca a volte è proprio quello che ci vuole relax adesso ho un po' di sonno che voglia di fumarmi una sigaretta buonanotte mondo ci vediamo domani.

mercoledì 14 settembre 2011

New sensation


Il problema è quando non riesci a descriverlo, nemmeno a te stesso, quello che ti sta succedendo.
Senti che c'è qualcosa che non va, che qualcosa ti sta sfuggendo dalle mani ma non lo sai bene.
E' come quando esci di casa di corsa e hai l'impressione di esserti dimenticato qualcosa. Sei in ritardo e non hai tempo di pensarci ma sai per certo che manca qualcosa...
La sensazione è quella, mi gira tutto un po' alla rovescia, ne va dei rapporti con chiunque (oggi a momenti tiravo sotto una vecchia sulla ciclabile) e anche con chi ti sta vicino, che vorrebbe aiutarti ma, se non lo so nemmeno io cosa mi passa per la testa, come posso farmi aiutare?
Allora si entra nel girone infernale dove tutto si ripete ciclicamente e dove ogni cosa che si fa ne innesca altre due che poi ne innescano altre dieci e, chiaramente, nessuna di queste cose serve a placare, mitigare o far scorrere la sensazione di "ma che cazzo c'è che non va?"
La tendenza è quella di rifugiarsi nel noto, a volte anche nel doloroso noto, che piuttosto di far qualcosa di diverso ci si ammazza di quotidianità.
Qui sta la gabola. Qui sta la consapevolezza. Allora, già accorgersene è stato un bel passo, adesso ci si deve addentrare e capire l'origine di tutto questo per estirpare alla base questa pianta matta e carnivora del mio spirito.
Cos'è stato che mi ha dato un biglietto omaggio per l'incazzatura molesta? Chi? Cosa?
Perchè ho accettato senza batter ciglio?
Adesso che lo vedo però nasce in me la speranza che qualcosa di buono ci sia, che qualcosa in questo meccanismo antichissimo si possa cambiare, che ci sia speranza.
Forse ci posso riuscire, ce la posso fare, posso riuscire a ricordarmi di pettinarmi la mattina.

lunedì 29 agosto 2011

Il circolo


Ho notato che il mio blog è molto più prolifico nel momento in cui o sono incazzato, e allora mi devo sfogare, o quando le cose mi si ritorcono contro, e allora devo raccontarle per riderci un po' su e sbollentare la rabbia.
Questo mi ha fatto riflettere un po'. Vorrà dire che sono troppo stressato. Se le cose non vanno come dico io probabilmente non mi sto ritagliando abbastanza tempo per me e mi sto lasciando sopraffarre dagli eventi.
Che, nel momento in cui succede è come l'iscizione a socio onoraio nel peggior circolo vizioso del mio essere.
Succede una cosa, mi incazzo, mi iscrivo, sono nervoso, spacco tre cose mentre tento di aggiustarne una.
Qui entrano in gioco le valvole si sfogo, ma se la vita si accanisce diventa dura uscirne integri...facciamo qualche esempio.
Settimana scorsa scaldabagno se ne va e con lui i soldi a quel demente che dovrebbe essere un tecnico ma che in realtà è solo un demente.
Non c'è acqua calda. Nervoso. Moglie nervosa perchè non c'è acqua calda. Figlio nervoso perchè i genitori sono nervosi.
Ok faccio un giro in moto, si accende la spia e quindi moto carbura male. Nervoso aumenta.
Vabbè faccio una partita a poker online, floppo un full e al turn il mio avversario chiude il full superiore, perdo 10€. Nervoso.
Vabbè dai mi rifaccio con un poker tra amici: ho una signora mano, che mi avrebbe fatto vincere (lo scopro solo dopo) ma memore delle sfighe della settimana foldo.
Oltre al danno, non vinco nulla, anche la beffa della derisione degli astanti.
Il nervisismo cresce. Ok andiamo in montagna. Mi sdraio per dormire con mio figlio che non ha sonno e aumenta il nervosismo, allora Lisa lo porta a fare due passi e io mi addormento.
Mi sveglio con il braccio intorpidito e un pungiglione di vespa conficcato nell'avambraccio.
Nervosismo aumenta. Mi sveglio contento stamattina ma mentre mi accingo a ci chiamano dalla stanza accanto...
Capite? Nervoso chiama nervoso. Aspettare che succeda qualcosa di positivo per sbloccare la situazione non è auspicabile. Il nervoso è una brutta invenzione. Non dovrebbe nemmeno esistere.
Quindi bando alle ciance e facciamo smettere tutto. Ora. E se riesco a installare il punching ball in terrazzo magari posso cominciare a far andar via il nervoso a pugni...non molto corretto ma pur sempre efficace!

mercoledì 24 agosto 2011

Il periodaccio


Ho notato che il mio blog è più prolifico quando me ne succedono di tutti i colori...e in effetti questo è proprio un periodaccio...anche lo scaldabagno ci ha messo del suo...
Dopo 5 anni di onorata carriera (dei vecchi proprietari) da qualche mese si riusciva a farsi si e no una doccia a testa...svariati interventi del caldaista (che beccarlo era un miracolo) ma di solo tamponamento.
Poi il patatrac, lo scaldabagno non scalda più l'acqua e noi si fa la doccia fredda. Non avendo più l'età per resistere a temperature glaciali l'incazzatura, per contrappasso, si fa rovente.
Cominciamo a minacciare il caldaista mentre ne cerchiamo un altro per, eventualmente, risolvere il problema.
DOpo soli due giorni il caldaista è a casa nostra ma non ha portato il pezzo che gli abbiamo ordinato un mese prima delle ferie. Si difende incolpando i fornitori. Facile, brutto demente, incolpare di averti dato il pezzo sbagliato e non aver avuto il tempo di cambiarlo se vai a prenderlo dieci minuti prima di far el'intervento. E la fottuta programmazione dov'è?
Il giorno dopo ancora nulla e allora le minacce si fanno pesanti. Oggi è a casa nostra e, per farlo sentire a suo agio, mi piazzo dietro di lui facendo domande da rompicoglioni e ogni tanto chiedendo se avesse bisogno di una mano. La mia piccola vendetta sta nel tenerlo costantemente sotto pressione e dubitando fortemente del suo operato chiedendo ogni singola azione cosa corrispondesse.
Finito il lavoro e cambiata sta membrana (alla facciazza, 60€ solo di pezzo di ricambio) il tutto sembra funzionare e dopo aver incassato il dinero il tipo se ne va. Tempo due minuti e mille prove dopo lo richiamo. La caldaia perde acqua. Gli spiego e ritorna in tempo zero (per fortuna).
Mi spiega che le alternative sono 3:
- tenere la caldaia così com'è
- cambiare tutto un altro pezzo
- cambiare scaldabagno
Mentre rifletto mi sovviene una quarta alternativa, che per fortuna non esterno: mandarti a cagare!!!!
La conferma di aver scelto bene, tu da me non vieni più, l'ho quando mi accorgo che la caldaia perde acqua anche dai tubi di adduzione, che lui non ha chiuso adeguatamente.
Dopo aver recuperato un cagna dai vicini metto tutto a posto e penso che veramente un artigiano così incompetente non mi era mai capitato....
Poi per sfizio controllo il codice del pezzo di ricambio su internet...costa 15€...mi sa che sto giro mi ha proprio fregato...ma se ne sentirà delle belle...

domenica 21 agosto 2011

Il parcheggio, la storia infinita


Il parcheggio della moto lo vedo un po' da automobilista. Quando vedo una moto che occupa spazio di una macchina un po' mi girano i maroni ma da un po' di tempo mi sto ricredendo.
Parcheggiare la moto è notoriamente più facile, nel senso che la metti un po' dove vuoi, salvo sempre non toccare la sensibilità e soprattutto la proprietà privata altrui.
Cronologia del parcheggio: in casa vecchia c'era un bel porticato che asserviva egregiamente al suo scopo, c'erano altre moto e soprattutto era coperto...ogni tanto qualche motoscoreggetta mi rubva il posto e qualche volta qualche ilare adolescente con due neuroni bruciati in testa mi spostava le frecce e schiacciava i bottoni a caso ma si soprassedeva e tutto si dimenticava.
Poi il trasloco. Casa nuova e spazi esterni molto ridotti. Riuscivo a infilarmi dentro alla zona garage passando da una porta e mettevo il Gianni al coperto e tutto filava liscio. Poi il patatrac. Il posto da cui passavo, si è scoperto dopo alcune ricerche al catasto, in realtà è un posto auto.
Quindi il nuovo proprietario decide di usarla per i suoi affari. Giusto. Però non ci mette la macchina ma le bici quindi chiedo gentilmente un angolino per me. Dice che ci pensa ma in realtà non ha il coraggio di dirmi di no finchè, dopo un po' di insistenza mia, non glielo cavo dalla bocca. Ok cercherò un altra soluzione. La seconda soluzione dura due giorni. La potete leggere qui.
Allora ho poche alternative, perchè comunque mi dispiace sempre parcheggiarla dove ci vanno le macchine perchè togli spazio, quindi la parcheggio sul marciapiede vicino alle bici.
E le lamentele cominciano ad arrivare...echeppalle...non te la metto in strada per non togliere parcheggi e ti lamenti che la lascio sul marciapiede? Vabbè la sposto...ma dove?
Poi arriva anche un cantiere a complicare le cose e quindi anche nel posticino defilato che avevo trovato non la posso mettere...c'è l'area di stoccaggio materiali...
E allora dove?
Chiedo gentilmente al proprietario del negozio un angolino dietro il fabbricato per la durata dei lavori. Gentilmente me lo concede ma mi dice di fare attenzione a non rovinare la guaina con il cavalletto. Ok, fair enough, ci metto un pezzo di legno così distribuisco il peso e non rovino nulla. il problema nasce al ritorno dalle vacanze quando mi accorgo che il cavalletto non ha fatto danno ma la ruota davanti ha fatto un solco...la sposto lateralmente allora, dove c'è l'asfalto e dove qualcuno parcheggia il motorino.
Non appena il tempo mi permette di rimettermi in sella, torno a casa la sera e trovo un lucchetto, con ancora il prezzo attaccato, che chiude il cancello...
Ma questa è una congiura! Girovagando nei pressi di casa per un angolino vedo che ci sono dei parcheggi di moto all'interno di un cortile interno (purtroppo non coperto) nel condominio vicino.
Parcheggio e, per evitare problemi, chiedo il numero dell'amministratore per chiedere ufficialmente il permesso. Un tipo, quasi incazzato, mi da il numero ma si vede lontano un chilometro (ma non ci sono altri parcheggi per moto? ma lei dove abita? ci sono dei parcheggi di moto in un condominio non lontano) che l'idea non gli garba proprio...
Vabbè ormai ho poche soluzioni. Sposto la moto e occupo, un po' per pigrizia e un po', soprattutto, perchè sono incazzato, il posto di due macchine. Mavaffanculo!
La ciliegina? Quando rimetto in moto il Gianni ricompare la dannata spia FI e dopo un paio d'ore sono dal meccanico...
Una volta sistemata la cosa prenderò in affitto un garage, lasciar fuori il mostro alla mercé di questi vicini intolleranti non mi va più bene....
Riflessioni, dovute. Ma che problemi vi da? La moto si mette in un angolino, se la si parcheggia con criterio negli angoli le macchine passano e nessuno ha problemi. Qual è la molla che vi indispettisce? L'ingiustizia che una moto che non è dei proprietari del posto sia parcheggiata nel "vostro territorio"? Non è mica una macchina, o un quad, dannazione! Occuperò si e no nemmeno un metro quadro di terreno. Anche quando sono andato a scusarmi per aver abusato del posto privato dietro al negozio per ben un mese oltre la durata del cantiere il tipo ha accampato scuse dicendo che non era per colpa mia (il lucchetto è apparso non appena ho spostato la moto) ma del parcheggio selvaggio delle macchina (mai viste....vabbé).
Continuando a non capire il perchè di tanta ostilità gratuita nei confronti delle moto e dei motociclisti gioco al superenalotto. Così se vinco mi compro tutta un'area di parcheggi e faccio posti solo per moto. Fucking car not allowed.

giovedì 18 agosto 2011

Il saluto parte seconda

Dopo aver analizzato il saluto del motociclista in un vecchio post, lo trovate qui, passiamo alla seconda parte, cioè il saluto di un motociclista quando si è in macchina.
Qui si va dal purista (saluto solo se sono in moto), al megalomane (tiro fuori il braccio e ti saluto lo stesso e mi incazzo se non mi rispondi) fino a me (ti saluto anche se non mi vedi).
Quindi, solitamente, nessun motociclista, se non in rari casi, mi risponde al saluto.
Il post nasce da una successione incredibile di saluti...io in macchina, come al solito quando passa una moto saluto ma mi accorgo che 2 su 3 rispondono al saluto.
Sarà la posizione favorevole del sole, sarà che questi motociclisti sono come me e salutano tutti, sarà che sono motocicliste femmine e mi trovano attraente con i miei occhiali da sole alla moda, sarà che percepiscono la mia essenza di motociclista anche dentro una macchina, sarà che mi hanno riconosciuto, sarà che.....
sarà che ho un V-Strom dietro che, non appena mi supera, non mi saluta nemmeno...

lunedì 8 agosto 2011

Ma fatemi il piacere!!!!

E' scoppiata per la seconda volta l'eterna lotta tra i due rocker italiani più gettonati. Anche se continuo a non capire come si faccia a definire rock la loro musica, o a definire musica quello che fanno...ma questo è DECISAMENTE un altro discorso, visto che è già stato discusso e analizzato ampiamente nelle pagine del mio blog, con mio sommo rammarico.
Sta di fatto che il vascone nazionale per la seconda volta, non si capisce se ci è o ci fa, da addosso al luciano, che se ne sta zitto difeso dai suoi fan.
Quindi, ricapitolando:
1 punto per liga che non risponde
1 punto per vasco che ha ragione
2 punti a me che non li ascolto

Vittoria!

Posso fare un saluto?

Ascolto la radio di rad(i)o ma ogni volta, in qualsiasi programma, c'è sempre qualcosa di quello di cui parlano che mi è successo o di cui potrei parlare..che mi siano successe tante cose? O forse semplicemente sono un italiano medio (oddio cos'ho detto!!!!) e le trasmissioni sono tarate su persone come me...oddddddddddddddiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiioooooooooooooooooooooooooooooo.
A parte le minchiate stamattina mando il solito sms con poche speranze e dopo 5 minuti mi richiama Laura che mi chiede di raccontare la mia storia. Racconto senza problemi.
Mi chiede se voglio usare il nome vero o quello di fantasia. Do quello vero. Poi mi pento.
Parlo con i conduttori e mi sembra di parlare con dei vecchi amici...poi realizzo di essere su una radio di portata nazionale e che sto allegramente raccontando i cazzi miei e un po', lo ammetto, mi emoziono. Però il dado è tratto e continuo. Dopo aver raccontato di tutto e di più vengo congedato e mi dimentico la parte più importante...i saluti!!!! Allora lo faccio qui: ciao Willy! Ciao Barbara!
E un saluto a tutti quelli che mi conoscono! di.emme.ci.!!!

venerdì 5 agosto 2011

Era anche ora!


Era anche ora, appunto, dopo tutti i soldi "investiti" per imparare l'arte del poker ottenere qualche buon risultato! I tre moschettieri spadroneggiano durante tutto il torneo, con hero call AK contro AQ triplicando da subito, beccandosi in faccia una scala chiusa al river con tris d'assi dal flop con un donk che callava per abitudine (ma era un altro torneo), fino a sculare con 93off chiudendo un colore improbabile al river.
Grazie per la bella serata e per il bankroll acquisito, che potremo investire (questa volta si) in altri torneoni!
E adesso bonifico!
Vaaaaaaaamoooooooooooooooooooooosssssssssssssssssssss

mercoledì 3 agosto 2011

I like it!


Sulla scia di un post letto qualche tempo fa ecco alcuni pensieri a vanvera (avere una follower fissa e vedere che i post sono stati letti mi ha dato linfa creativa!)

Mi piace dare idee ma poi l'esecuzione la lascio agli altri
Mi piace organizzare cene con amici e fare tardi
Mi piace leggere libri ma poi quando ne avrei la possibilità mi metto a fare dell'altro
Mi piace andare a lavorare con le cuffie, una mattina ascoltare i Pantera e la mattina dopo Einaudi
Mi piace cantare
Mi piace gesticolare e far finta di saper suonare
Mi piace pensare che mi piacciono tutte le canzoni sul mio ipod ma poi "skippo" sempre qualche traccia perchè non sono nel "mood" adatto
Mi piace virgolettare qualche parola
Mi piace far pausa
Mi piace mangiare e cucinare, più mangiare in realtà
Mi piace quando chi finisce un libro te lo da per leggerlo sperando che anche tu faccia lo stesso
Mi piace andare ai concerti ma da un po' di tempo a questa parte non sopporto la zona pogo e i sistematici, che non so per quale motivo, si tolgono la maglietta
Mi piace andare a locali
Odio le discoteche
Mi piace andare nei ristoranti che mi consigliano
Odio locali disco-ristoranti dove non si può parlare senza urlare
Mi piace parlare piano
Mi piace il mio lavoro ma ogni tanto ho bisogno di novità
Mi piace passeggiare senza meta e osservare le persone
Mi piace stuzzicare la gente
Mi piace fargli l'occhiolino così capiscono preventivamente che sto scherzando e che non vengano fuori discussioni
Mi piace discutere ma solo se c'è progresso nei discorsi. Quando dopo due ore mi ripetono la stessa cosa solitamente chiudo la parte di ascolto critico
Mi piace il dubbio
Mi piace leggere le scritte in piccolo dei contratti per non prendere inculate
Mi piace provare a far funzionare le cose senza leggere le istruzioni
Odio dover spiegare le battute
Odio dover spiegare le cose due volte
Mi piace scommettere
Mi piacciono l'estate e i giri in moto
Mi piace giocare a poker
Odio le borse delle donne ma mi piace svuotarle ogni tanto e recuperare oggetti creduti dispersi
Odio i fazzoletti di carta e anacronisticamente ho ancora il fazzoletto di tela in tasca
Odio il telefono ma ci convivo
Mi piace feisbuc
Mi piace scrivere cose serie e minchiate
Mi piace quando commentano sul mio blog
Odio ligabue
Mi piace ancora di più quando chi commenta firma con nome e cognome
Mi piace giocare a Super Mario Wii e nel frattempo dissertare sui misteri della vita
Mi piace fermarmi a parlare con il mio migliore amico fino alle 4 dopo che tutti gli altri se ne sono andati
Mi piace la telefonata della buonanotte ma non la telefonata che mi sveglia
Mi piace fare l'amore, soprattutto la mattina
Mi piace mia moglie
Mi piace mio figlio
Mi piaccio io
Mi piace
Mi

martedì 2 agosto 2011

Sogno o son desto?

Ogni tanto, è cosa buona e giusta, perdo un po' di tempo ad aggiornare il mio blog dal punto di vista estetico-funzionale: nuovi colori, nuove opzioni, qualche gadget in più.
Proprio questi ultimi avevano suscitato la mia curiosità: i feed RSS e i follower nel dettaglio. i primi sono abbastanza banali, ci si iscrive al feed e si viene emailati ogni volta io pubblico un nuovo post o qualcuno commenta.
Gli altri erano più per mio sfoggio personale. Sapendo che alcuni amici leggono spesso il blog, ma ormai commentano pochissimo, mi aspettavo si iscrivessero istantaneamente.
Dopo alcune settimane, e lo spazio sul blog totalmente vuoto, il mio orgoglio di blogger ferito mi ha costretto a rinunciare alla cosa e l'ho rimossa a malincuore.
ieri, dopo aver postato il promemoria per le autostrade, mi accorgo che un follower c'era e c'è ancora!
Evvai, finalmente il mio amicone di birre si è iscritto!
Vado subito per ringraziarlo e mi accorgo di molte cose:

- è donna
- non la conosco
- segue mille blog
- è russa o conosce il russo
- è gnocca
- tira di scherma
- le piace cucinare
- lavora in un ristorante

E' tutto giusto?
A prescindere dalla mia "ricerca" grazie per essere stata la prima!

lunedì 1 agosto 2011

Promemoria per i viaggi in autostrada

Incredibilmente ho trovato una serie di vantaggi nella cassa automatica in autostrada...Quindi, in attesa di ordinare il Telepass, vi consiglio di pagare nelle casse automatiche (quelle dove non c'è l'omino, per intenderci...).
I vantaggi:
- non c'è mai nessuno perchè nessuno si fida delle macchinette, e perchè, in effetti, sono un po' scomode
- se buttate dentro tutta la moneta che avete in macchina, monetine piccole incluse, quando vi da il resto vi restituisce la monetona grande!
- se avete pazienza 1 volta su 3 trovate più resto di quello che vi spetta perchè il tipo davanti a voi non ha ravanato bene
A voi la scelta!

domenica 31 luglio 2011

Finalmente...


Dopo svariati anni finalmente riesco a vedermi Ben Harper in un suo concerto, e non in mezzo a mille altri gruppi all'interno di un festival. Dove di sicuro rende, ma avere un palco tutto suo e soprattutto un pubblico che va solo per lui è tutt'altra cosa.
La location è molto suggestiva (e per fortuna rimane nonostante gli accenni di pioggia e lampi circostanti) ed è il Castello Scaligero di Villafranca. Non ho capito se l'hanno raso al suolo solo all'interno o se era proprio un castello studiato solo per avere le quattro mura di protezione fatto sta che dentro c'è solo un grande prato verde (dove nascono speranze che si chiamano ragazzi...no, non quello!).
Dopo il gruppo spalla e aver incontrato un paio di vecchi amici (che non sapevo ci fossero) parte il concertone.
Alla fine ue ore e mezzo di musica, lui è una bestia da palco e continua a ringraziare tutti portandosi le mani al petto. Si vede che ha proprio voglia di suonare e che lo fa con il cuore.
La prima parte del concerto è un po' lenta e forse un po' troppo tecnica. C'è il suo assolo e poi quello di basso e batteria che portano via solo loro una trentina di minuti.
Molti infatti si fanno un po' i cazzi loro e non riesco a gustarmi a pieno la performance.
Ottimo concerto, forse in piedi non rende il giusto finchè non si scatena con un paio di canzoni un po' più power. Sicuramente un ottimo concerto da coppie! Mancavi solo tu...
Spettecolare il momento in cui canta in mezzo al pubblico senza microfono (ecco il video su youtube).
Bravo Ben. Unica pecca? Non c'era Robert Plant dannazione!

mercoledì 27 luglio 2011

Ma come cazzo si fa a credergli?

Gentile utente,

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Aggiungo anche che, supponendo uno avesse l'1% di dubbio, il fatto di aver ricevuto 30 (trenta) mail tutte uguali dovrebbe insospettire alquanto.

Che dura che dura che dura

Sempre dopo quella dannata reazione allergica all'antibiotico, dopo un rapido controllo dal dottore, si è visto che ci sono alcune cosette dentro e fuori di me che non funzionano bene.
Quindi che si fa? Medicine di supporto e dieta.
Chiedere a me di fare una dieta è come chiedere a un pilota di formula uno di andare piano.
Più che dieta, in realtà, è una lista nera.
Sto male solo a pensare di scriverla...in realtà avrei già cominciato a "farla" ma, poiché l'eccezione confermala regola, mi permetto sempre di sgarrare un pochino...
Che diamine! Si vive solo due volte (cit. prof. Blaureiter)!!!

Ecco la lista:
pomodoro
formaggio grana
cioccolato
carne maiale e insaccati
leguminose
solanacee
frutta secca
uova
frutti di bosco
frutta con noccioli
vino, caffè, té, birra, alcol

lunedì 25 luglio 2011

Almeno ci ho provato...


Per avere tariffe economiche al telefonino mi sono prostituito. Ma d'altronde non c'era scelta.
Dopo mille telefonate: sono vostro cliente da 10 anni potete farmi la tariffa nuova senza farmi cambiare operatore?
"No, lei è solo un numero!"
Mi sono visto costretto.
Poi gli anni passano, i bimbi crescono e gli uccellini cantano nel bosco. E io divento onesto e coscienzioso...
Stessa situazione: mi accorgo che sto pagando un'esagerazione e decido di cambiare tariffa.
"Lei per noi rimane un numero". Ma vaff....vado da un altro operatore allora, maledetti!
Però poi ho dei rimorsi di coscienza e decido di fare le cose per bene. Perchè così vanno fatte.
Vado in negozio e procedo con l'attivazione della nuova tariffa a condizioni normali e non agevolate per nuovi clienti.
Che bravo che sono diventato eh?
Poi l'inghippo: "lei, che è solo un numero per wind, non può cambiare"
In che senso scusa?
Attenti qui che è la chiave: "il contratto che lei ha è stato fatto da un venditore del small business care (o qualcos del genere) mentre noi facciamo contratti solo per customer care."
E quindi? Non potete parlare con quelli dello small business e mettere a posto le cose? Non posso cambiare tariffa e devo continuare a spendere un centone ogni due mesi? Di cui solo 50 di tasse e tariffe?
"No certo, deve solo cambiare operatore e poi tornare a wind."
Ah ecco, era così semplice...

mercoledì 29 giugno 2011

Entro domani? Non credo riuscirà...


...e la comodità di muoversi in città con la moto...
...e la caparbietà di un uomo...
...e chi deve ricevere le tue carte: "non credo riuscirà per domani"..
...e chi le deve consegnare: "ecco a lei, c'è tutto e per scrupolo ho fatto una copia in più della carta d'identità"..
...e chi non gliene frega nulla: "consegni pure dopo le vacanze tanto è lo stesso"...
...e a chi importa invece: "ma c'è la possibilità di non ottenere il finanziamento?"...
...e a chi comprende i tuoi inequivocabili gesti: "ma ha fretta?"...
...e a chi, il giorno dopo, ti chiede se è andato tutto bene: "si, grazie per l'interessamento, tutto benissimo!"...
...e a chi, dopo aver visto che chi tutto vuole quasi tutto può, ti augura buone vacanze!

Morale: sei in ritardo a un appuntamento? Vai in moto, arriverai in anticipo

martedì 21 giugno 2011

Vittoria!!!


Finalmente. Era ora. Dopo due settimane di lotta e tanti intermediari in mezzo oggi mi hanno telefonato e abbiamo concluso la cosa. Era aanche ora, ormai ero esausto nel ripetere...ok che repetita iuvant però a tutto c'è un limite...
I fatti: vengo interpellato come consulente esperto energetico (!!) per redigere un certificato energetico.
Presto fatto, datemi i dati. Controllo al volo e vedo che non conviene al cliente. La casa è una buco energetico e conviene firmarsi l'autodichiarazione di appartenenza alla classe G.
Sentiti i colleghi procedo. Chiamo il cliente e lo ragguaglio sulla possibilità di potersi fare l'autocertificazione e risparmiare il millino.
Da questo punto in poi, per due settimane, ci sono tre schieramenti: gli indecisi (fate un po' voi, io non so nulla, basta che qualcosa venga fatto), gli interventisti (il certificato E' da fare e dovete farlo subito) e io. Da solo, piccolo piccolo, che affermo la non necessarietà di dover far sta roba.
Maledizione, c'è una legge che dice che si può fare un'autocertificazione...perchè dovrei essere obbligato a fare qualcosa di facoltativo?
Che è?
Dopo aver parlato con tutti (le mail in questo caso non servono proprio) capisco che c'è un po' di confusione in giro.
Mi barrico nelle mie posizioni, difendendole strenuamente, e non mi muovo di un passo.
Oggi la telefonata dello studio notarile: "Buongiorno, si sono io per la certificazione, si ha ragione, si si ci siamo sbagliati, grazie a lei, buongiorno".
ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
ohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh

Sgamato


Da quando, dopo un'allergia a un antibiotico, la dermatite si è un po' aggravata e le macchie sulle braccia sono un po' più evidenti mi sono accorto di una cosa.
Che l'occhio cade sul "diverso" e tenta di far finta di nulla anche se a volte le espressioni sono plateali.
Ma questo mi riporta a un altro pensiero.
Tutte le volte che, giovane e sbarbato, lasciavo cadere l'occhio sul décolleté di una giovane e sbarbata bella ragazza credendo di non essere visto, ora so per certo che mi hanno sgamato sempre. In ogni circostanza.
Ecco perchè le donne sono sempre così attente...affinano l'abilità fin da giovani...

lunedì 30 maggio 2011

Speranza


Giorgio andava a trovarlo ogni giorno. All’inizio non capiva fino in fondo il vero motivo per cui andasse. Il nonno Mario non era mai stato attento al Giorgio bambino, Giorgio ricorda solo che era molto risoluto quando gli spiegava come si utilizzasse questo o quell’altro strumento o quando lo portava con l’immaginazione all’interno dei complicati meccanismi che governavano i motori. Mario era un meccanico, di quelli bravi.
Adesso, invece, aspettava il suo turno come tutti.
La risolutezza e la caparbietà ora non c’erano più, Giorgio infatti notava come il suo vecchio nonno malato adesso assomigliasse molto al suo piccolo figlio e non al meccanico che tutto può e tutto aggiusta.
La sua macchina più importante, il suo corpo, si era rotta e il pezzo mancante era fuori produzione da un bel po’ di tempo…
Attraverso la “nuova infanzia” di Mario, Giorgio capì molti dei comportamenti del nonno di un tempo e si ritrovò egli stesso a osservarli mentri li utilizzava con il piccolo Luca.
Solo quando riuscì a osservare questo capì il motivo per cui lo andava a trovare tutti i giorni: perché gli voleva bene.
Ma non era mai stato in grado di dirglielo.
Adesso Mario era felice, nonostante la sua difficile condizione, perché aveva l’occasione di insegnare e far comprendere cosa significasse vivere e voleva sfruttare tutto il tempo rimastogli per potersi far conoscere al nipote e al mondo. Non voleva più nascondersi dietro la maschera del burbero meccanico.
Proprio mettendosi completamente a nudo nei racconti della sua vita che faceva a Giorgio aveva fatto comprendere a suo nipote quanto fossero stati importanti l’uno per l’altro.
La malattia aveva debilitato, certo, il corpo di Mario, ma lo spirito ne aveva giovato, in una sorta di compensazione delle parti.
Il corpo e tutto ciò che era stato legato alla quotidianità stava venendo meno ma nel contempo lo spirito acquistava forza e reagiva condividendo pensieri che erano stati acquisiti durante un’intera vita.
Ecco perché Giorgio andava a trovarlo ogni giorno che poteva. Per crescere insieme al nonno, per instaurare un rapporto più profondo, cosa che non sarebbe stata possibile, incredibilmente, se Mario non avesse avuto la fortuna-sfortuna di ammalarsi.
In tutte le cose ci sono sempre due parti indissolubili e opposte. Nella felicità c’è sempre un po’ di tristezza e nella tristezza c’è sempre un fondo di felicità.
Alcuni riescono a trovare il giusto mezzo durante la vita, altri hanno bisogno di scontrarsi con essa per vederne le potenzialità.
L’importante è esserne consapevoli.
Mario si era scontrato, duramente, con la sua vita. Ma era riuscito a trovarne il lato gioioso e grazie a questo era riuscito ad aprirsi alla sua famiglia.
Giorgio era molto triste al funerale di Mario, ma al contempo, questo l’aveva imparato durante tutte le visite al nonno, era felice perché gli insegnamenti di Mario vivevano in lui. E da lui passavano a suo figlio Luca, e da Luca al suo futuro figlio, e così avanti, affinchè ogni essere vivente che solca e vive in questa terra arida ma ricca, crudele ma dolce, triste e gioiosa, sappia beneficiare ed evolvere grazie agli sforzi e ai sacrifici di chi ci ha preceduto.
Perché nessuno è perfetto, ma ognuno è unico e irripetibile.