venerdì 6 marzo 2009

Lost Baggage. Train Station


Da tempo nutrivo la voglia di viaggiare in treno. Forse perchè legato ad un ricordo che avevo nella memoria. Del viaggio.
Come occasione di riflessione ma soprattutto per vedere al tre realtà e confrontarsi con esse. Piccoli pezzi di mondo che viaggiano verso mete non troppo definite o forse troppo precise.
Umanità a confronto, accomunate dallo stesso tragitto ma diametralmente opposte per obiettivi, o forse no...
Stazioni come luoghi di partenza, arrivo e sosta, come punto d'incontro, di ritrovo o di separazione.
l'attesa febbricitante dell'arrivo del treno che riporta a casa il nonno o l'amato, le lacrime che rigano i volti di due innamorati che si separano o gli abbracci di due amanti che si reincontrano...ma soprattutto il viaggio, prescindendo da dove si parte e dove si arriva, il viaggio come percorso, la mente che viaggia avanti ed indietro nel tempo, ripercorrendo scelte e ipotizzando scenari, libera.
Ecco cos'è il viaggio, la libertà, la scelta, la possibilità, l'apertura verso nuovi orizzonti, nuove mete.
Un viaggio che può essere verso l'ignoto, verso il conoscere, ma anche verso il noto, verso il RIconoscere alcune cose di sé stessi che spesso celiamo dietro comportamenti che non ci sono propri.
E, spesso, il viaggio verso ciò che si conosce, o si crede di conoscere, noi stessi, è il viaggio più difficile e tormentato, ma anche quello che ti apre nuovi orizzonti sconfinati.
Sono partito. Sono in viaggio. Sono a casa. Sono.

2 commenti:

  1. quasi mi strappi una lacrima

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  2. c'è sempre un non so che di poetico nei tuoi scritti

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