venerdì 27 febbraio 2009

Me la sono cercata...


Forse questa volta un po' me la sono cercata, perchè in cuor mio lo sapevo, ma forse speravo di no...ditemi voi...
Premessa: nuovo contratto con gestore telefonico per attivare linea telefonica a casa.
Un numero fisso.
Faccio richiesta, arriva il tecnico, attivano la linea, installo modem, tutto ok.
Attivo il pagamento in automatico con la banca e spedisco contratto e modulo di adesione per l'addebito diretto, ma faccio un gravissimo errore...Spedisco tutto nella stessa busta...
Io, stupidamente, ho pensato: "va tutto alla stessa compagnia di telefonia, quando arriverà la lettera la apriranno e la smisteranno".
Eh certo, nel mondo utopico delle favole e dove tutti usano il sale in zucca o perlomeno un po' di buonsenso...
Nel mondo reale no. La busta è arrivata ma hanno catalogato tutte e cinque le pagine (tre di contratto e due di adesione per il pagamneto automatico) nel reparto contratti.
Perchè io ho spedito tutto lì.
Proprio oggi ho spedito una fotocopia (meno male che l'avevo fatta) dell'addebito diretto all'ufficio competente.
Non sia mai che facciano confusione!
Chiaramente ho scoperto tutto questo dopo aver passato 20 minuti al telefono cercando di non insultare il povero operatore di turno che non sa nulla della mia storia e che cerca di fare il suo lavoro...
Spero solo che, una volta ricevuto il foglio debitamente compilato per la seconda volta, non mi facciano pagare la bolletta due volte!!!
Sempre oggi mi è arrivata la telefonata che l'auricolare del telefono è arrivato e mi aspetta in negozio...che sia la volta buona?

venerdì 13 febbraio 2009

LEITMOTIV Lucianone


Credo questa sarà l'ultima volta, o almeno spero, in cui scriverò qualcosa che abbia una minima attinenza al Luciano.
Anche se il concetto di questo post potrebbe essere esteso a molte altre cose ma, come al solito, procediamo per ordine.
Io ho le mie opinioni, tu le tue. A me Ligabue non piace e posso dire tranquillamente che secondo me la sua non è musica, che fa tre accordi, che è ripetitivo, che non si aggiorna, che è statico, che non ha voce, ecc ecc.
TU, dal canto tuo, puoi dire che i Tool (o qualsiasi band a me piaccia) non sanno cosa dicono, che urlano, che sono drogati, che sono brutti, che non si lavano le mani dopo aver fatto la pipì, che si scaccolano, ecc ecc.
E il punto sta proprio qui. Io dico che non mi piace Ligabue e scrivo anche, diventando volgare, "Ligabue merda".
Apriti cielo! Oddio cos'ho detto!
Ma scrivo anche che capisco che possa piacere e che se i fan, leggendo il mio blog, si sono sentiti offesi hanno preso un abbaglio (hai letto il mio secondo post sul Liga?)!
TU puoi insultare e dire quello che vuoi dei gruppi che piacciono a me e per me sarà sempre lo stesso...io continuerò ad ascoltarli (tranne Chris Cornell che con l'ultimo video che ha registrato mi ha fatto cadere braccia e non solo...) ed a non apprezzare Ligabue.
Vogliamo fare una lista di quello che ascolto io e di quello che ascolti TU? Ma no! A me non interessa! Io ho i miei gusti e tu i tuoi...santa pazienza da quando è vietato esprimere le proprie opinioni? Perchè te la prendi tanto? Qual è il tuo problema? Ti identifichi così tanto in Ligabue da non saper accettare una critica dichiaratamente ed espressamente contraria al suo modo di fare musica (hai visto il post sui famosissimi TRE accordi?)?
Se cerchi Ligabue merda su google troverai tantissime opinioni favorevoli ed altrettante opinioni su quanto lui sia bravo e faccia musica da poeta. Quindi? Perchè ti infervori e mi provochi e non appena ti rispondo a tono te la prendi sul personale? Vuoi difendere chi ascolta Ligabue? E perchè? Cerchi spensieratezza?
Non la troverai certo nel mio blog.
E per concludere, elevando il concetto a qualsiasi argomento, credi davvero che tutti siano d'accordo su tutto?
Mi sai dire, per esempio, come mai metà dell'Italia non è contenta del governo e l'altra metà si?
Non mi rispondere però, per piacere, perchè la domanda è palesemente retorica...

martedì 3 febbraio 2009

Scritto è bello

----- Original Message -----

To: diemmeci

Sent: Thursday, December 18, 2008 11:27 AM

Secondo me hai sbagliato perché queste discussioni non si fanno via mail!


Questa mail l’avevo tenuta per discutere di una cosa in cui credo fermamente.

La potenza dello scritto.

Notoriamente snobbato da molti, la lettera (sia cartacea che informatica) assume un significato importante.

Se parli, e ci troviamo nel difficile terreno di una discussione, spesso i toni si infervorano, uno sguardo inteso male o una parola a cui vengono dati differenti significati dalle due parti può troncare di netto la comunicazione tra due persone.

La mail (o la lettera) no. Hai più libertà. Puoi metterci tutto il tempo del mondo per leggere e rileggere quello che ti hanno e quello che hai scritto, sei più sincero perché rifletti maggiormente su quello che stai scrivendo senza lasciarti trasportare dall’emozione.

Problemi di fraintendimento? Quelli ci saranno comunque, sia nello scritto che nel parlato.

Nello scritto i toni saranno comunque più pacati e si farà molta più attenzione a usare determinati termini…anche perché, credo, le mail ormai possano tranquillamente essere considerate come elemento probatorio!!

lunedì 2 febbraio 2009

Litaliano? C'è nè sono un pò in giro...


Io non mi sento un maestrino, forse un po’ rompiballe sì. Sta di fatto che alcune cose, le basilari conoscenze grammaticali costantemente inattese dallo scritto di chiunque (amici e giornali e chi più ne ha più ne metta), mi irritano a dismisura.
Forse irritano non è la parola esatta, diciamo che mi stupiscono. Pensare che, vuoi per la fretta, vuoi per disattenzione, vuoi per quello che vuoi, una mente sana, capace di pensieri alti e di dissertazioni su un qualsiasi argomento, mi cada inesorabilmente sulle basi della grammatica italiana mi sconcerta ogni volta di più… Accenti, apostrofi e mille altre piccole imperfezioni che fanno scadere, un errore dietro l’altro, un discorso o uno scritto.
Non mi sento totalmente padrone della mia lingua, sia chiaro, però almeno ritengo di non fare errori grossolani, anche se mi sono accorto che sbaglio spesso gli accenti (tipo impròperi per impropéri).
Ecco un elenco non esaustivo delle principali nefandezze che leggo in giro:
Daccordo
Non c’è ne sono
Pò
Ha prima vista
Non li anno mai fatti
Tubo di evaquazione
Giusto per citarne alcuni…se ne volete altri ecco qua: http://strafalcione.splinder.com/
Che sia un errato tentativo di trasporre su carta il suono del parlato? Dimenticavo…potete benissimo immaginare l’orrore nel vedere gli sms di nuova generazione (i salva spazio) dal “ciao ke fai” al “oggi nn vengo mag ci ved dom”…senza parole loro e pure io…

mercoledì 21 gennaio 2009

Siamo circondati da idioti? SI

Se nei post precedenti era una domanda adesso è un'affermazione.
SIAMO CIRCONDATI DA IDIOTI.
Altra storiella: compro una cosa e poi, per comprovata incompatibilità meccanica, decido di rendere la merce (premetto che avevo pure detto al negoziante la possibile incompatibilità).
Cosa succede? Mi dicono che non possono restituirmi denaro contante e quindi mi fanno un buono da tot euro.
Ok. Per me non ci sono problemi. So già cosa mi servirebbe: un telefono! Prendo il catalogo e vado a casa.
Scelto l'articolo alcuni giorni dopo, chiedo ad un amico, che al tempo non aveva nulla da fare, di intercedere per me e di andare a comprarmi il telefono con il buono. Lui va. Gli rispondono che non hanno il telefono in questione (io l'avevo scelto da un LORO catalogo).
Ma va bene. Sarà il commesso idiota, c'era da aspettarselo.
Torno io e parlo con un tipo (evitando di farmi servire dal commesso idiota, di cui avevo una descrizione precisa).
Ordino il telefono: "la avviseremo con un messaggio dell'arrivo della merce".
Perfetto.
Dopo una settimana torno:
"ricevuto il messaggio?"
Certo!
"nome?"
Diemmeci.
Passano lunghi minuti e non trovano nulla. Poi riappare con delle cuffie wireless...
scusa ma non credo sia questo il mio articolo.
"ah sì, scusa...nome?"
Carlo Diemmeci.
Dopo altri lunghi minuti e essersi consultato con un altro ragazzo meno male che non era il commesso idiota, riappare.
"Era sotto la C, per forza non lo trovavo!"
Eh certo! Idiota! Se ti mettessi d'accordo con il tuo cervello e catalogassi gli articoli SEMPRE con il cognome sarebbe meglio che decidere a sentimento una volta nome e una volta cognome...

Ma fin qui è nulla! Trovato l'articolo mostro il buono e vedo il terrore sugli occhi del commesso.

dialogo reale e commenti miei tra parantesi
"Eh questo è un problema...non posso farti lo scontrino"
Scusami? (mi prendi in giro?)
"Se ti facessi lo scontrino in cassa non avrei i soldi"
si, chiaro, però quando ho restituito l'altro articolo in cassa vi siete trovati dei soldi in più (che guarda caso sono gli stessi del buono) e il vecchio scontrino è stato stornato....
"Ma come faccio a essere sicuro che l'abbiano stornato?"
la mia parola non basta? (e io che diavolo ne so...avrete le vostre procedure!)
"dovrei mettermi a cercare tra tutti gli scontrini emessi e poi sul buono non c'è la data...ci metterei troppo tempo..."
(no..la mia parola non basta...) l'importante è che io abbia uno straccio di prova che l'ho comprato per la garanzia
"allora le faccio questo...non è molto legale ma almeno certifica che lei ha comprato l'articolo"
ma quindi non c'è possibilità di avere un regolare scontrino (e che i soldi che vi ho già dato, a questo punto non risultanti da nessuna parte e quindi in nero siano tassati)?
"no impossibile"
l'importante è che se ci dovessero essere dei problemi questo valga come garanzia
"certo, però la prossima volta si faccia una fotocopia dello scontrino"
se i suoi colleghi me l'avessero lasciato, lo scontrino, l'avrei potuta anche fare (la fotocopia), chieda al ragazzo, è stato lui a farmi il buono
"no no..non c'è tempo di chiedere a tutti"

A questo punto sono uscito abbastanza indispettito. Mi sembrava di aver raggiunto il limite della tolleranza.
La domanda che sorge spontanea (mi sento un po' Lubrano) è: ma se tu, negozio, mi dai un buono per fidelizzare la clientela e obbligarmi a tornare, poi non puoi essere così idiota da fare di tutto per ostacolare me, cliente, nell'acquisto, privandomi di un mio diritto!
Perché io, cliente, non torno più!
E pensate che mi avanzano ancora 14 euro...

lunedì 19 gennaio 2009

Il Natale è più bello se è kitsch

Eccole, il kitsch è tra noi. Queste sono le foto di questo Natale, selezionate per voi. Il primo posto, per problemi di privacy, non è pubblicabile, quindi eccovi il secondo posto (si commenta da solo):

Ed il terzo posto (da notare il dettaglio delle colombe finte):

Arrivederci al prossimo Natale Kitsch!

martedì 13 gennaio 2009

Siamo circondati da idioti

23/12/2008

Come definizione è decisamente politically scorrect, ma il periodo in cui ci troviamo mi permette di amplificare l’intensità delle mie affermazioni, in virtù delle tipiche espressioni natalizie: “siamo tutti più buoni” e della sua antitesi “sono tutti più idioti”.
Da un po’ di tempo Lisa necessitava di un auricolare per evitare multe e contravvenzioni per guida pericolosa e porto di telefonino. Mi attrezzo con largo anticipo (settembre) cercando nei vari centri commerciali un auricolare universale che possa essere compatibile con il suo telefonino. Niente. Alla fine mi arrendo e cerco su internet distributori ufficiali della Samsung per ordinare direttamente il pezzo originale, d’altronde, se universali non ne riesco a trovare, è l’ultima soluzione percorribile.
Primi di ottobre, ordine al primo negozio:
“non si preoccupi, tempo due settimane e glielo consegniamo”
Dopo due settimane chiamo e scopro con orrore che stanno traslocando, hanno un po’ di casino in negozio (e anche nel cervello) e mi dicono che avrebbero richiamato non appena disponibile.
Siamo in dicembre e ancora nulla.
Io, che in queste cose sono dubbioso come Tommaso, vado a ordinare lo stesso auricolare in un altro negozio dove, con la stessa serietà, mi dicono la stessa cosa: “due settimane e la chiamiamo”.
Dopo due settimane, siamo ai primi di novembre, chiamo per sapere e mi sento dire, abbastanza sgarbatamente:”le avevamo detto che avremmo chiamato noi. Deve essere paziente.”
Ok. Sarò paziente. Quindi il regalo che volevo fare perché serviva dovrà essere declassato a regalo di natale. Pazienza. Altre due settimane e mi chiamano: “l’auricolare è qui, può passare a ritirarlo”.
Oh! Finalmente un po’ di serietà. A cavallo del Gianni mi fiondo al negozio e attendo fiducioso il mio turno. Non appena vedo l’auricolare rabbrividisco…l’attacco è simile ad una porta usb 2.0, e quindi non c’entra una fava con l’attacco del cellulare di Lisa. Cortesemente e senza inalberarmi faccio notare al ragazzo che l’auricolare è sbagliato. Con sommo disappunto lo stesso ragazzo controlla sul pc ordine e corrispondenza dell’articolo e con fare saccente mi dice che “no. è quello giusto.” Un po’ indispettito faccio valere le mie convinzioni ma purtroppo è il commesso che fa la parte di Tommaso e mi dice che il suo auricolare è giusto fino a prova contraria.
La prova contraria c’è, e arriva due ore dopo. Con fare decisamente strafottente e sogghignando mentre si fa girare il cellulare tra le dita, trovandosi di fronte alla prova inoppugnabile della sua idiozia in quanto anche una larva capirebbe che si è sbagliato di grosso, ottengo di poter parlare con il capo, che per fortuna ragiona. Dopo due o tre saracche in finlandese insultando il fornitore mi dice l’amara verità: “è passato così tanto tempo perché già dopo due settimane era arrivato l’auricolare ma mi ero accorto fosse sbagliato. Quindi ho fatto un secondo ordine sperando che il fornitore avesse capito l’inghippo, ma, evidentemente, quel ******** del fornitore non ha recepito la correzione. Mi dispiace ma devo ordinarlo nuovamente.”
Vabbò. Se non si può fare altrimenti ricominciamo la trafila.
Il tempo passa e nessuno mi chiama. Ogni tanto chiamo io ma non c’è nulla di nuovo su nessun fronte. Ma perché ho deciso di scrivere questo post? E perché l’ho intitolato così? Perché oggi ho ricevuto una telefonata: “Signor diemmeci il suo auricolare è qui, lo può venire a prendere quando vuole”
Io, che non mi fido nemmeno della mia ombra, chiedo gentilmente: “ma è quello giusto o è arrivato di nuovo quello sbagliato?”
“un attimo che controllo…si è quello giusto, venga pure”
Io, chiaramente, dopo le precedenti esperienza, insisto: “ma ne è sicuro? Guardi, per cortesia, dia una semplice occhiata all’attacco dell’auricolare, assomiglia ad un attacco classico delle cuffiette o sembra più un attacco usb, tipico dei cellulari samsung?”
Al sentire questa frase lo stesso commesso Tommaso che mi aveva assistito la prima volta (perché era lui, l’ho riconosciuto dalla voce) chiede lumi. Lo erudisco, per l’ennesima volta, sulla mia vicenda e dopo un suo loquacissimo “AH!” sparisce per chiedere informazioni al capo.
Mogio mogio mi dice che l’auricolare che ha in mano è lo stesso che avevo già visto e rifiutato, che stanno ancora aspettando la sostituzione e che mi richiameranno non appena arriverà, ecc, ecc, che si scusa tanto, che gli dispiace di avermi disturbato, che su che giù, cheppalle!!!…siamo circondati da idioti o no? O forse, più che idioti, direi persone a comparti stagni, che non riescono a collegare due eventi interconnessi ma avvenuti in tempi diversi.

Ad oggi (13/01/2009) dopo alcune telefonate, ancora nulla…che faccio? Compro un nuovo cellulare con auricolare incorporato?